Gattinoni Spring/Summer 2016

“ SETTECENTO – ‘70 ”
L’ Instostenibile leggerezza dell`abito.

Un po’ rock, molto rococò. Ecco il rocKocò. Linee ampie e morbide, linee spezzate e spalle arrotondate, gonne fluenti, intarsi di pizzo, innovativi ricami, paillettes, décolleté e trasparenze. Guillermo Mariotto, direttore creativo della Maison Gattinoni, per la prossima primavera-estate strizza l’occhio al ‘700 francese, ai salotti, alle conversazioni lussureggianti e gaudenti, a quella esasperata leggerezza… Ma è anche una collezione molto rock, giovanilmente esuberante, dissacrante. Come il sound profondo e caldo della chitarra di Jimi Hendrix (ricordate la sua straordinaria performance all’alba del 19 agosto 1969 durante il Festival di Woodstock?) e la musica dei Queen con Freddy Mercury, vanno anche in scena barocchismi e virtuosismi musicali, musica sensualissima come quella di Mozart, Albinoni, Vivaldi. Ripetuti contrasti armonici, cui fa eco la collezione della Maison Gattinoni. Corrispondenze meravigliosamente speculari. Il XVIII secolo è stemperato nelle tinte pastello, nei colori polverosi, nelle nuance delle ciprie, sino a quella sfumatura calcaire ricercatissima… Abiti destrutturati (le marsine) in chiffon, organza, gazar. Tattoo, pizzi, ricami (cristalli, rafia, filo, ciniglia, madreperla, specchi swarovski, veri e proprio gioielli d’antan), giochi di applicazioni e rimandi, dettagli e plissé, tulle in seta, sofisticati particolari su corpi apparentemente nudi (spalle e braccia), camicie e abiti dipinti, fiori scolpiti a mano. La ricercata eleganza della body art applicata all’alta moda. Lumi ed eccessi, contrappunti e suggestioni. Guillermo Mariotto riattualizza un secolo, lo comprime, lo emancipa, lo profuma di rock e di modernità. Temporalità inedite, sublimi coincidenze, come dimostrano il cinema di Sofia Coppola con Kirstein Dunst trasformata in una Maria Antonietta, icona pop, o la danza di Maurice Béjart (“Ballet for Life”) e Angelin Preljocaj (“Le parc” creato su musiche di Mozart e brani originali di Goran Vejvoda). Si rivelano le mannequin all’interno di un immaginario giardino delle meraviglie, un po’ Versailles, molto disco-garden, tra il ‘700 e gli anni ’70. Indossano jeans leggermente scampanati alla caviglia e ampi pantaloni drappeggiati, t-shirt ricamate in pizzo, gilet e giacche senza maniche. Sono i “figli dei fiori” della nuova generazione. ‘’Perché anche l’alta moda è cambiata – spiega Guillermo Mariotto – Le nostre clienti sono giovanissime ed esperte. Hanno idee molto chiare. Sanno quello che vogliono e soprattutto sono colte. Certo – aggiunge il direttore creativo della Maison Gattinoni – le nuove tecnologie aiutano. Sempre connessi ai computer o agli smartphone di ultima generazione. Come del resto sarà la nostra performance in diretta sul mondo. Le nostre fedeli habitué potranno, infatti, seguirci in streaming. Clienti che appartengono a culture e religioni diverse – sottolinea ancora Mariotto – di profonda fede cattolica, ma anche arabe, musulmane, ebree. Unite da un unico credo, da un’unica passione, il dio della Moda. Tolleranza, condiscendenza, liberalità. E’ quello che professava il Siècle de Lumières. Che si ostinava a difendere la generazione degli anni ’70. Esplosione di vitalismo e moralismo libertario anche attraverso l’abito’’.
Madame de Vinteul

Gattinoni Spring/Summer 2016